Il WWF scrive al Sindaco di Bibbona sulle ipotesi di concessione della spiaggia del Gineprino

Egregio Sindaco Fedeli,

come a noi tutti noto, i valori ambientali e territoriali del Comune di Bibbona rendono questo spicchio di Toscana una vera e propria ricchezza per l’intera regione, per chi la vive e per chi la frequenta per le vacanze nell’arco dell’intero anno.
La parte litoranea meridionale del Comune, nota come “spiaggia del Gineprino“, è riuscita a mantenersi complessivamente integra, sia per le sue intrinseche caratteristiche naturali che ne delineano la struttura, sia per scelte legate alle Amministrazioni che chi sono succedute nel tempo e che hanno respinto, in diverse occasioni, proposte di radicale trasformazione che ne avrebbero snaturato l’aspetto originario.
Su questa delicata fascia di confine tra Bibbona e Castagneto Carducci ricordo molti anni fa l’ipotesi del porto canale alla foce della fossa Camilla, già questa, comunque,  ricadente nel Comune di Castagneto Carducci e parte integrante della Zona RAMSAR Padule di Bolgheri, affossata per l’ assoluta incompatibilità ambientale di tale progetto; come la raccolta di firme indetta agli inizi degli anni ’90 dallo storico volontario WWF dott. Raimondo Stiassi a contrasto del progetto di  punto azzurro, con annesso alaggio imbarcazioni, antistante al “fondo Pandolfini”.
Negli anni  a seguire il Comune di Bibbona ha fatto dei passi importanti. Il primo corso provinciale, che curai personalmente, per la formazione del personale A.S.BI. addetto alla, gestione ed alla tutela della spiaggia libera del Gineprino (2007) con contestuale nascita dell’Oasi Dunale del Gineprino, a suggello di un lavoro certosino ed infaticabile svolto dal dott. Raimondo Stiassi sul delicatissimo habitat della duna mobile e delle sue associazioni vegetali spontanee, tra cui spicca il giglio di mare, sito elettivo di riproduzione del fratino, piccolo trampoliere in fase di drastico declino su tutto il litorale toscano a causa della prepotente pressione antropica.
Il corso di formazione, nel 2008, fu esteso ad altre realtà del territorio provinciale che si occupano della gestione degli arenili. Tra loro anche molti operatori balneari. Non a caso la nascita dell’Oasi del Gineprino e l’organizzazione delle annuali iniziative di tutela della spiaggia, in primis la tradizionale “Giornata del Fratino” dedicata alla pulizia manuale della spiaggia del Gineprino e del padule di Bolgheri, con partecipazione di centinaia di volontari. associazioni ed A.S.Bi. hanno contribuito a rendere più credibile la richiesta di attribuzione e conferma di Bandiera Blu da parte di FEE avanzata dal Comune ogni anno.
Fatta questa indispensabile premessa, si rende necessaria una domanda: ma il Comune intende proseguire su questo tracciato virtuoso oppure ritiene opportuno cambiare rotta?
Negli ultimi anni, l’Oasi Dunale del Gineprino è stata sostanzialmente abbandonata, non ripristinando le staccionate divelte da persone che non comprendono l’importanza di quella fascia protetta di arenile naturale, nonostante la riduzione del calpestìo abbia consentito ad alcune specie di colonizzare con successo. La cartellonistica informativa si è deteriorata senza essere opportunamente rimpiazzata, se non nel pannello principale di ingresso. Lo scarico dentro la fascia protetta dei materiali spiaggiati (ghiaie, egagropili di posidonia) raccolti con i mezzi meccanici.
A questo si aggiunga il rilascio di concessioni demaniali per il noleggio di ombrelloni e sdraio (credo ce ne siano state 3 nel 2020), aumentando si i servizi alla balneazione, ma appesantendo a dismisura le presenze, senza definire un limite alla massima capacità di carico di questo tratto di costa, creando ulteriori pressioni ai fragili habitat dunali ed alla fossa Camilla (che ricordo essere inclusa nella ZSC Padule di Bolgheri) su cui si riversano centinaia di bagnanti, spesso inosservanti delle disposizioni impartite dalle Ordinanze emesse per la stagione balneare (in particolare l’accensione di fuochi e movimentazione del legname spiaggiato per la creazione di “fortini”).
L’ultimo episodio riguarda l’ipotesi del rilascio di una ulteriore concessione espressamente, incastonata tra le altre pre-esistenti,  dedicata alla gestione di un Parco giochi costituito da enormi gonfiabili ancorati in mare, poco distanti dalla costa.
CI si troverebbe di fronte ad una definitiva “Riminizzazione” della spiaggia di Bibbona, come se gli affezionati bagnanti bibbonesi richiedessero, o avessero bisogno, di questa tipologia di proposta vacanziera. Tale insediamento, oltre a rappresentare un vero e proprio pericolo alla balneazione ed un danno alle praterie di Posidonia oceanica presenti sui bassi fondali, aumenterà la pressione antropica già attualmente al limite della oggettiva capienza, determinando ulteriore pressione agli elementi naturali che, nel corso dei decenni, abbiamo voluto tutelare ed irrobustire con scelte gestionali che spesso hanno trovato sintonia tra le istanze protezioniste e gli indirizzi delle Amministrazioni comunali succedutesi.
Tale eventualità impoverirebbe, mi creda, il livello qualitativo della proposta turistica del Suo Comune, suggerendo a molti affezionati ospiti di Bibbona di trasferirsi altrove.
La prego, Signor Sindaco, di abbandonare questo indirizzo che risponde soltanto a scelte di carattere imprenditoriale stagionale,  rivolgendo la Sua attenzione alla conservazione del bene primario che caratterizza il Suo Comune: l’ambiente e la natura. Sono questi i veri valori che producono reddito duraturo e sostenibile, apprezzati dai Suoi ospiti evoluti.
Con stima
Paolo Maria Politi
Piombino – LI